Perito

 

Perito è un comune della provincia di Salerno, ed è un piccolo centro dell’entroterra compreso nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, appartenente alla Comunità montana Gelbison e Cervati.

Situato sul crinale di una collina circa 480 metri sul livello del mare, vi si può accedere dallo svicolo della variante alla SS.18 e dalla strada Provinciale n°56.

Il paese domina verso sud-ovest la vallata del fiume Alento, ricadente in gran parte nel proprio territorio comunale, oggi Sito di Interesse Comunitario, verso nord il grande bacino dell’Alento, verso sud est il fiume “Selva dei Santi”. Presenta una frazione, Ostigliano, ed un borgo ai margini su, Isca dell’Abate, inserito integralmente nella vallata fluviale dell’Alento.

STORIA

Si suppone che Perito nasca da “Prusuttano”, un villaggio situato un po’ più giù all’attuale paese dalla cui distruzione nasca poi Perito. Antecedente a Prusuttano è “Napoli Piccola” villaggio situato tra Perito e Orria.

I primi a popolare questi villaggi furono dei banditi. Questo rifugio era fondato al centro di un semicerchio di colline che man mano allontanandosi dal centro andava degradando in altezza, in modo da offrire un‟ampia visuale a chi vi si rifugiasse. Inoltre da un lato veniva protetto dal fiume Alento e dall‟altro dalle paludi Veline.

Pian piano questo paese si spopolò perchè si offriva un rifugio sicuro, ma con scarse probabilità di sopravvivenza per l‟asperità del sito; quindi i suoi abitanti si spostarono verso Presuttano che già doveva esistere anche se solo sottoforma di alcune capanne di pastori, ma non tutti contribuirono a formare un solo agglomerato, vi fu chi si fermò prima, sulla collina che sovrastava il piccolo villaggio. Fu eretta una torre sul promontorio più alto che sovrastava le borgate, la quale più tardi fu rimodernata.

Il toponimo Perito, (probabilmente Pereto), è riscontrabile ancora nell’apprezzo del Catasto Onciario (I752) con la dizione di Perito Sottano (collocato in basso), cosa che nella recente storiografia, come le tavolette 1:25.000 dell’I.G.M. (Istituto Geografico Militare di Firenze) del 1955, per la poca conoscenza del territorio da parte dei compilatori che si servono probabilmente di vecchie cartine comunali, la “P.” abbreviata del Comune seguita dalla “r” minuscola e dall’aggettivo sottano (Pr. Sottano) è stato trasformato in “Presuttano”. In realtà Perito sottano indica l‟antico sito distrutto nel periodo angioino durante la guerra del Vespro probabilmente da un condottiero aragonese (il re Formica di cui la leggenda è rimasta nella tradizione orale popolare ). Sottano per distinguerlo dalla parte alta ossia Perito soprano, costruito in seguito in luogo elevato e più difendibile dai superstiti. Va osservato che e’ impossibile risalire all’indietro in questa datazione per avere elementi certi dell’origine del Centro, in quanto non vi sono riferimenti sia nel Codice diplomatico cavense che nei cultori di studi storici e di agiografia in questo modo anche la leggenda sulla presenza di cenobi benedettini da cui il toponimo S. Benedetto, non è verificabile, in quanto non si può accertare, se questo derivi appunto da un convento benedettino, oppure da singole unità di benedettini che qui non hanno dimora stabile.

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